[Discussioni] P2P in Italia, si chiede la legalizzazione

Marco Ciurcina ciurcina a studiolegale.it
Mer 1 Ago 2007 13:11:49 CEST


http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2050066

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P2P in Italia, si chiede la legalizzazione
Una proposta di legge punta a rendere legale lo scambio personale senza fini 
di lucro di file che con la normativa attuale possono invece portare a 
conseguenze civili e penali. Ne parla il promotore, Marco Beltrandi (RnP)

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Roma - Verrà presentata formalmente oggi in conferenza stampa una singolare e 
per molti versi inedita proposta di legge che si focalizza su un tema 
centrale nella Società dell'Informazione: Norme sulla comunicazione al 
pubblico da parte di persone fisiche che scambiano archivi attraverso reti 
digitali per fini personali e senza scopo di lucro. In pratica la proposta, 
di iniziativa dell'on. Marco Beltrandi (Rosa nel Pugno), chiede la 
legalizzazione delle attività personali di file sharing.

Spiega Beltrandi: "Oggi le legislazioni nazionali sono gravemente sbilanciate 
sul versante della sicurezza, causando un pesante sacrificio alla libertà di 
accesso ai contenuti, all'informazione, alla conoscenza. Si profila il 
rischio che il diritto d'autore, nato a garanzia dell'innovazione e del 
progresso sociale ed economico, divenga in alcuni casi un elemento di 
negazione della libera circolazione delle idee, delle opere, dei contenuti".

Il parlamentare, che fa diretto riferimento a Lawrence Lessig e al suo 
volume-culto Free Culture, sottolinea quanto sia rilevante che per il timore 
che la condivisione di contenuti porti a violazioni del diritto d'autore non 
si spinga nella direzione opposta, ovvero costringere la società a fare a 
meno dei vantaggi del P2P, "anche quelli - sottolinea Beltrandi - 
completamente positivi e che non comportano tensione con i diritti degli 
autori".

La proposta, spiega Beltrandi, si basa su diversi presupposti. Ad esempio, 
sostiene, "è ormai provato che la condivisione gratuita dei contenuti online 
non danneggia i detentori dei diritti, ma addirittura in alcuni casi induce 
un bisogno di cultura che ha positive ricadute anche sul mercato. Una recente 
ricerca dell'Anica, ad esempio, dimostra che tra chi fa file sharing vi è una 
maggiore propensione ad andare al cinema rispetto al resto della 
popolazione".

Non solo: in arrivo c'è la piattaforma Qtrax in cui credono le major e che 
prevede l'accesso degli utenti ad un sistema di condivisione di un catalogo 
da 20 milioni di brani, un servizio finanziato tramite pubblicità e 
sponsorship.

Ma ci sono anche altre esperienze che indicano la nuova strada, insiste il 
parlamentare della Rosa nel Pugno, come la decisione del MIT di rendere di 
pubblico dominio tutta la produzione scientifica di docenti e ricercatori, 
oppure la distribuzione del videogame FIFA07 gratuita in Corea del 
Sud, "pagata" dalle sponsorizzazioni, e via dicendo. Si impongono cioè nuovi 
modelli che hanno come risultato consentire l'accesso ai contenuti.

A fronte di tutto questo, in Italia la legge, come ben sanno i lettori di 
Punto Informatico, considera di rilevanza penale la pura condivisione di 
file. Ciò non toglie che si abbia anche una responsabilità civile per cui se 
spesso l'utente eventualmente pizzicato non viene perseguito penalmente lo 
può essere (caso Peppermint docet) sotto il profilo civile, magari perché i 
detentori dei diritti interessati cercano un "risarcimento danni".

"L'incriminazione del file-sharing - sottolinea Beltrandi - è una tipica 
ipotesi di reato artificiale cui non corrisponde la percezione del disvalore 
del fatto da parte dei consociati, per i quali lo scambio di materiali (pur 
illecito) è avvertito come naturale e culturalmente accettato. Immaginiamo 
quale sarebbe il risultato di portare a giudizio centinaia di giovani con 
l'imputazione di aver scambiato file protetti dal diritto d'autore".

Dunque, spiega il parlamentare, la proposta di legge intende puntare 
all'autorizzazione alla messa a disposizione del pubblico di file per fini 
personali senza scopo di lucro. "Si introduce - sottolinea il promotore della 
proposta - un meccanismo analogo alle licenze collettive in vigore nei paesi 
nordici con l'obiettivo di delineare un quadro legislativo che promuova la 
capacità dei titolari dei diritti di sviluppare una nuova generazione di 
modelli di licenze collettive destinati agli utenti online, che siano meglio 
rispondenti alle esigenze del mondo informatizzato".

Il sistema in questione si traduce nel promuovere accordi tra le società di 
gestione collettiva significativamente rappresentative degli aventi diritto e 
le associazioni rappresentative degli interessi degli utilizzatori che 
definiscano le condizioni di uso delle opere autorizzando lo scambio e la 
condivisione di contenuti digitali. "Questo sistema di autorizzazione basato 
sull'acquisto volontario di licenze collettive da parte degli utilizzatori - 
sostiene Beltrandi - offre alla attività di file sharing una via ragionevole 
per diventare legale nel rispetto dei diritti degli autori e dei diritti 
connessi".

L'articolato della Proposta sarà presto disponibile sul sito della Camera dei 
Deputati. La presentazione, come accennato, avverrà oggi, alle 10 presso la 
Sala Stampa di Montecitorio.

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