[Discussioni] Re: [Progo] Ancora sulla Proposta legge sul SOftware libero

Marco Ermini flug a markoer.org
Mer 9 Gen 2002 16:21:36 CET


On 09 Jan 2002 10:25:31 +0100, Simone Piccardi <piccardi a firenze.linux.it>
wrote:

> On Wed, 2002-01-09 at 05:01, Marco Ermini wrote:
> > 2 - La definizione del software che si puo' usare e' risultata alla fine
> > troppo "lasciva". La Sun puo' benissimo fare la "Sun Italian P.A. license"
> > e rivenderti Solaris con GNOME al posto di Windows. Hai cambiato
> > monopolista e basta e non hai ottenuto alcuna liberta' in piu' (magari hai
> > migliorato qualitativamente...). Qui capisco pero' anche le difficolta',
> > non so se io sarei in grado di dare una definizione migliore senza
> > scendere in dettagli troppo tecnici. 
> A me la definizione di software libero pare piuttosto chiara. Per essere
> conformi alla prima devi permettere la redistribuzione e la modifica
> etc. Se la Sun rispetta le condizioni previste significa che rilicenzia
> in maniera libera per davvero solaris, il che andrebbe benissimo.

Secondo me presta molto i fianchi a far "trovare l'inganno". E' possibilissimo
fare una licenza di distribuzione dei sorgenti limitata a condizioni non
previste dalla proposta.


> > 3 - "Formati noti" non significa un tubo. La Microsoft potrebbe girare la
> > frittata e dire che il Windows Media Sound e' un formato "noto" o che lo
> > e' quello di RealPlayer perche' e' quello piu' usato in assoluto. Bisogna
> > dire conosciuto pubblicamente e pubblicamente documentato, e che sia
> > possibili scriverci, senza restrizioni, dei software liberi che li possano
> > utilizzare. Veramente li si parla di formati liberi con tanto di
> > definizione di cosa sono (e non ha nulla a che vedere con il noti), ed e`
> > detto esattamente quello che dici tu. Non e` che stai facendo riferimento
> > ad un'altra versione?
> 
> > Perche' i sorgenti di Solari, HP/UX ed AIX (e ci possiamo pure infilare la
> > Apple se si parla di Mac OS X) sono noti da decenni, si puo' dire. La
> > Microsoft e' l'unica societa' che ha grossi problemi di riservatezza su
> > questo punto. Alla Sun fornire i sorgenti alle PA quando gia' li fornisce
> > agli sviluppatori ed alle Universita' non gli costa nulla, mentre
> > Microsoft, per la sua stessa impostazione, non puo' farlo. In pratica, a
> > pensarci bene, e' proprio l'unica azienda di OS che si troverebbe in
> > grossi problemi.
> Nessuno di quelli e` libero mi pare (tranne forse parti
> di quelli di MacOsX). Sono aperti, ma l'uso di software a sorgente aperto
> e` subordinato.

Non e' questo il punto. Attenzione a non confondere la licenza GPL o una
qualsiasi licenza che vogliamo considerare "libera" (che e' una cosa precisa e
dettagliata come lo sono le licenze) e la definizione di "libero" per la
proposta di legge, che e' forzatamente astratta e sintetica. La GPL - ne'
qualsiasi altra licenza - non e' nominata nella proposta di legge. Nella
proposta si da' una definizione di "libero" a cui potrebbero adattarsi, con
qualche compromesso, tutti i produttori tranne Microsoft, proprio per il fatto
che e' possibile abbastanza tranquillamente "gabbarla" per certi versi in
quanto molto astratta. Ma sono convinto che sia anche difficile precisarla
senza complicare la legge.

L'approccio migliore sarebbe stato chiedersi: cosa rende un software
inequivocabilmente libero? e dare delle precisazioni dettagliate. Se non si
vuole che la legge venga "gabbata" bisogna essere dettagliati.


> Tra l'altro mi pare che ci sia una definizione della parola software
> abbastanza chiara, almeno nell'ultima versione. Programma per
> elaboratore significa relativamente poco anche quello, dato che non per
> niente e` chiaro (e la legge del Bollino che lo ha mostrato con
> evidenza) cosa poi si voglia intendere per programma e cosa per
> elaboratore.

Dire che "software" e' chiaro e "programma per elaboratore" no e' per lo meno
schizofrenico, perche' nella proposta il software e' definito come sinonimo di
programma per elaboratore (dice software, aperta parentesi, programma per
elaboratore, chiusa parentesi...). Quindi, o sono poco chiare entrambe o sono
chiare tutte e due. Quello che intendo dire io e' che ci deve essere uno solo
di questi due termini, e quello piu' chiaro e' "programma per elaboratore",
che e' gia' stato usato da prima della "legge sul Bollino", ed in cui
siceramente non trovo alcuna ambiguita', ne' nella parola "programma" ne'
nella parola"elaboratore" - ed in ogni caso, e' *sicuramente* molto piu'
chiaro di"software".


ciao

-- 
Marco Ermini
http://www.markoer.org
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