[Discussioni] Scuola: libri di testo in formato digitale

Maurizio Grillini grillinux a gmail.com
Dom 6 Ott 2013 08:28:40 CEST


Il 05/10/2013 21:32, Francesco Potortý ha scritto:
> Francesco Potortý:
>   
>>> Le librerie non fanno nulla del genere, ce n'Ŕ una che vende libri
>>> usati, ne ha pochi e in condizioni talvolta al limite dell'usabile
>>> (sottolineati e simili), raramente ottime.
>>>       
> Paolo Holz:
>   
>> MellBook store Ferrara
>> http://www.ibs.it/libreria/ferrara/fe.html
>>     
> A me e al 99% della popolazione italiana costerebbe troppo arrivare a
> Ferrara a comprare libri usati, e con ogni probabilitÓ non avrebbero i
> libri che servono, che dipendono dalle scuole locali.  Come dicevo:
>
>   
>>> Con ogni probabilitÓ le condizioni sono molto eterogenee, sia
>>> geograficamente, sia fra diversi istituti, e forse anche fra diverse
>>> classi degli stessi istituti.
>>>       
> Perci˛ penso che sia azzardato fare discorsi generali su questo
> argomento basandosi sulle proprie esperienze.  Tuttavia se altri
> portassero le proprie perlomeno potremmo raccogliere delle evidenze
> aneddotiche.
>   

Noi stiamo ragionando sui libri di testo classici, sulla nostra
esperienza e quella dei nostri figli. Ma e' giusto cosi? Abbiamo
studiato bene sui libri? (non cercate una mia indicazione: non e' facile
dire si oppure no, avendo una sola esperienza - diciamo che sono a meta'
via).

Alcuni docenti stanno brindando per l'abolizione del libro di testo, che
sembra trasparire da alcune frasi del decreto (che  pure cita la "tutela
dei diritti patrimoniali dell'autore e dell'editore" fin dall'articolo
1) e dell'allegato ("contenuti di apprendimento integrativi"). C'e' chi
ha gia' accantonato il libro e usa google, youtube e wikipedia al posto
del libro. Funziona? Chi lo sa!

Il problema che dovremmo porci non sono i costi (che possiamo combattere
con delle azioni di diffusione e supporto della cultura libera) o i pesi
(ai quali siamo sopravvissuti).
Dovremmo chiederci invece quale e' la didattica migliore per i nostri
figli. Personalmente, ritengo che si debba ripartire dai programmi,
chiedendo il parere ai docenti con esperienza, quindi dal basso (lo dice
uno che, dopo che una commissione di esperti ha rivisto i programmi
ministeriali, ha visto introdurre "fisica" al biennio della scuola
alberghiera, dove i ragazzi non sanno neppure dove stanno di casa le
frazioni). Io ho imparato molto piu' di storia da un
giornalista-cronista (guarda caso di Ferrara, il compianto Bruno
Traversari) che non dai libri, sui quali io, pacifista, ho dovuto
studiare una sequela di battaglie e guerre in cui venivano esaltati i
piu' sanguinari criminali. Una cronaca o un documentario ben fatto puo'
valere piu' di un testo.

A una presentazione di book-in-progress presso la facolta' di scienze
dell'educazione di Reggio Emilia l'ideatore del progetto ha sottolineato
la necessita' di cambiamento di approccio alla didattica, avvicinandosi
ai ragazzi che trovano difficolta' nello studio e che spesso sono
tagliati fuori perche' ci si prende maggiormente cura dei 'secchioni'.
Questo si fa rendendo pratico cio' che e' visto come puramente teorico.
Quindi con il multimediale e con i software (sw intelligenti, non
giochetti).

Gli editori stanno rivedendo i testi: alcuni trasferendo il cartaceo in
digitale, altri con la consulenza di pedagogisti. Noi possiamo subire
oppure agire in prima persona. Presto avremo Didattica Aperta, mi auguro
che possa fare da trampolino di lancio per delle azioni pratiche. Che si
voglia o non si voglia aprire un progetto qui, voglio approfittare per
dare una traccia di quello che, a mio parere, si puo' fare per dare ai
ragazzi un futuro scolastico migliore. Book in progress ha il solo lato
negativo della licenza proprietaria, ma si puo' ripetere quanto fatto
con l'autorevolezza di ASSOLI:

- chiedere la collaborazione di ILS e, tramite ILS, dei LUG
- fare richieste ai docenti (in varie mailing list) di condividere i
propri appunti/testi/video IN LICENZA CC assicurando che ASSOLI non la
cambiera'
- coinvolgere i LUG situati nelle sedi dei dipartimenti di scienze
dell'educazione per organizzare iniziative simili a quelle di
book-in-progress: con il patrocinio della provincia o del comune,
presentazione del progetto in aula magna e richiesta di collaborazione
ai docenti presenti... ma a differenza di b-i-p dovremmo cercare di
coinvolgere i docenti universitari in modo da avere una didattica piu'
adeguata all'apprendimento che al nozionismo
- fare degli spot CC per presentare i libri e condividerli nelle
community. E qui aggiungo una nota dolente : vedo che, soprattutto per
quanto riguarda i video, il copyleft e' sempre preso sottogamba e ci si
affida alla licenza youtube (o alla non-licenza, cioe' al copyright) - e
se questo lo fanno i LUG e della pubblica amministrazione, andiamo gia'
malino

In ultimo, il prof. Antonio Bernardo (Matematica C3) si propose come
editore per le mie dispense di informatica (che non sono mai terminate).
Non so se sia ancora disponibile dopo tre anni, ma nel caso occorra un
editore potremmo contattarlo.

Ciao
Maurizio





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